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Il fiume Pescara è il più importante corso d’acqua dell’Adriatico a sud del Po ma anche uno dei più trascurati dall’uomo dato che attualmente è uno dei 7 fiumi italiani più sfruttati ed inquinati. Inoltre oggi anche il Porto vive una situazione drammatica in attesa di interventi urgenti per ripristinarne il regolare funzionamento.

Il fiume e il porto, in passato fiori all’occhiello della città, oggi problemi da affrontare e da risolvere. Per farlo bisogna partire da dove tutto ha inizio, vale a dire, dal fiume.

Il fiume Pescara un tempo era luogo di aggregazione, fonte di vita e di attività, un fiume “da bere” come numerosi pescatori ancora ricordano.

E’ questo l’obiettivo del neonato Comitato “Pescara un fiume da bere”, promosso dall’Associazione “Articolo 3 – Liberi e Uguali” e Presieduto da Antonella Allegrino.

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Polizia Provinciale al lavoro sulle sponde del Pescara, Antonella Allegrino: “Sia il primo di tanti passi per la rinaturalizzazione del nostro fiume”.

Da anni ormai alle sponde del fiume Pescara mancava l’attenzione delle istituzioni, per questo vedere la Polizia Provinciale all’opera sulle sue sponde deve essere motivo di sollievo per quanti tengono alle sorti del nostro fiume.

L’auspicio è che questo, da parte della Provincia, sia il primo dei tanti e importanti passi da fare per arrivare alla rinaturalizzazione del corso d’acqua, un lavoro che però deve incontrare sinergie istituzionali, oltre che la disponibilità di tanti cittadini.

Il Comitato “Pescara un fiume da bere”, che in poche settimane ha superato i 200 iscritti, è nato con lo scopo di riportare iniziative e attenzioni sulla salute di un corso d’acqua che appartiene alla vita, alla storia e al futuro della città in mezzo a cui scorre.

Un intento condiviso da tantissimi privati cittadini che hanno a cuore il fiume e il suo futuro, come d’altronde dimostra anche l’adesione dei volontari pescaresi all’azione della Polizia Provinciale sulle sponde, ma che deve essere ampliata e amplificata perché fornisca più effetti.

Il Comitato, infatti, esiste anche per costruire sinergie tra il fiume e i soggetti che possono cambiarne le sorti: dalla Regione, alla Provincia e al Comune di Pescara, senza tralasciare le categorie produttive con le quali è sempre più necessario instaurare un dialogo costruttivo per fare prevenzione e repressione su chi inquina. Un appello lanciato in tal senso anche dall’Arta, l’Agenzia regionale a Tutela dell’Ambiente che di recente ha chiamato a raccolta il mondo economico del territorio per fare da riferimento e consulenza in nome dell’ambiente.

Il sopralluogo effettuato dimostra che agire in rete funziona e soprattutto produce risultati a vantaggio della comunità che merita un fiume pulito e sicuro e un’azione convinta e risolutiva in tal senso.

Antonella Allegrino

Comitato “Pescara un fiume da bere”

Associazione “Articolo 3 – Liberi e Uguali”

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